Premio città di Padova al Ten. Col. t.o. Ferruccio Gallinari
25/04/08 14:25 notizia presente in: Cerimonie
25 Aprile 2008 – Premio città di Padova al Ten. Col. t.o. Ferruccio Gallinari
La notizia del raggiunto armistizio sottoscritto l’ 8 settembre 1943 fra l’ Italia e le potenze alleate di Stati Uniti e Gran Bretagna colse di sorpresa i militari italiani, soprattutto quelli impegnati all’estero, che, impreparati e in assenza di ordini precisi, furono alla mercé dei soldati Tedeschi.
Molte furono le stragi e i massacri perpetrati ai danni dei nostri militari, in battaglia e in prigionia; dei 600.000 imprigionati nei campi di concentramento tornarono infatti solo in 495.000.
La quasi totalità di questi riuscì a mantenere il giuramento di fedeltà alla Patria ed ebbero il coraggio e la forza di non cedere alle lusinghe di una vita, forse più comoda, ma senza onore, e si rifiutarono di collaborare con il nemico, dando così il loro esemplare contributo a quel grande movimento che fu la lotta di liberazione.
La festività nazionale del 25 aprile, suggellando la fine del conflitto in Italia, è da molti anni l’occasione per ricordare, anche alle generazioni più giovani, la memoria della guerra e delle sue atrocità con l’ auspicio e l’intenzione che non abbiano a ripetersi.
In questa linea UNUCI Padova è fiera di aver contribuito a riportare agli onori delle cronache l’eroico gesto che il 16 febbraio 1945 ha visto protagonista il nostro Socio Ten. Col. t.o. Ferruccio Gallinari.
Fatto prigioniero nel settembre 1943, in Croazia, ove era di stanza con il suo reggimento, fu dapprima rinchiuso nel campo di concentramento di Sarajevo dove iniziò il suo peregrinare da un campo di prigionia all’altro, ogni tappa scandita dal perseverante rifiuto di collaborare col nemico. Inizialmente trasferito nel campo di Kaiserstaibruck, vicino Vienna, passò per i campi di Siedlce e poi di Sandbostel in Polonia per giungere infine al campo di concentramento per ufficiali (Oflager) 83 di Wietzdorf, teatro dei fatti che raccontiamo.
I 214 ufficiali presenti in quel campo, ancora si rifiutarono, poiché contrario alla convenzione di Ginevra, di eseguire l'ordine di lavorare per il nemico che, non riuscendo in alcun modo a piegare la loro determinazione, li sottopose per alcuni giorni ad ogni sorta di angherie e privazioni.
La richiesta fu allora ripetuta nuovamente da un alto ufficiale della Gestapo, giunto appositamente per intimidire, con la sua presenza, i prigionieri. Non riuscendo però a far crollare la ferrea volontà e l’ostinata resistenza dei militari italiani, il 24 febbraio furono scelti a caso 21 ufficiali da fucilare per rappresaglia. Con immediatezza altri 44, e fra questi l’ allora S.Ten. GALLINARI, con grande coraggio e sprezzo della vita, volontariamente chiesero di sostituirsi ai 21 già scelti, sconcertando con tale atteggiamento i tedeschi che decisero allora di punire gli Ufficiali dissidenti inviandoli nel campo di punizione di Unterlüss. Lì trasportati furono privati a forza delle stellette e dei gradi e, senza nessun processo nè sentenza, sottoposti, in modo del tutto arbitrario, dai loro aguzzini alle più umilianti torture, fisiche e psicologiche, che causarono la morte di sei di loro. Il 12 aprile 1945, dopo 44 giorni di prigionia, i superstiti riuscirono a fuggire e a tornare in patria da uomini liberi.
L’episodio è stato ricordato nel corso della cerimonia dalle autorità sia militari, nella veste del Com.te Mil. Esercito “VENETO“ Generale Div. Enrico Pino, che civili, nella veste del sindaco di Padova Flavio Zanonato, manifestando il loro plauso e consenso al Ten. Col. Gallinari, che è stato insignito della medaglia Città di Padova.
Al termine della cerimonia molte le personalità che si sono congratulate con l’ anziano ufficiale, ma ancora di più i semplici cittadini e militari che hanno manifestato la loro solidarietà e simpatia al nostro socio, visibilmente commosso per il tributo riservatogli.

La notizia del raggiunto armistizio sottoscritto l’ 8 settembre 1943 fra l’ Italia e le potenze alleate di Stati Uniti e Gran Bretagna colse di sorpresa i militari italiani, soprattutto quelli impegnati all’estero, che, impreparati e in assenza di ordini precisi, furono alla mercé dei soldati Tedeschi.
Molte furono le stragi e i massacri perpetrati ai danni dei nostri militari, in battaglia e in prigionia; dei 600.000 imprigionati nei campi di concentramento tornarono infatti solo in 495.000.
La quasi totalità di questi riuscì a mantenere il giuramento di fedeltà alla Patria ed ebbero il coraggio e la forza di non cedere alle lusinghe di una vita, forse più comoda, ma senza onore, e si rifiutarono di collaborare con il nemico, dando così il loro esemplare contributo a quel grande movimento che fu la lotta di liberazione.
La festività nazionale del 25 aprile, suggellando la fine del conflitto in Italia, è da molti anni l’occasione per ricordare, anche alle generazioni più giovani, la memoria della guerra e delle sue atrocità con l’ auspicio e l’intenzione che non abbiano a ripetersi.
In questa linea UNUCI Padova è fiera di aver contribuito a riportare agli onori delle cronache l’eroico gesto che il 16 febbraio 1945 ha visto protagonista il nostro Socio Ten. Col. t.o. Ferruccio Gallinari.
Fatto prigioniero nel settembre 1943, in Croazia, ove era di stanza con il suo reggimento, fu dapprima rinchiuso nel campo di concentramento di Sarajevo dove iniziò il suo peregrinare da un campo di prigionia all’altro, ogni tappa scandita dal perseverante rifiuto di collaborare col nemico. Inizialmente trasferito nel campo di Kaiserstaibruck, vicino Vienna, passò per i campi di Siedlce e poi di Sandbostel in Polonia per giungere infine al campo di concentramento per ufficiali (Oflager) 83 di Wietzdorf, teatro dei fatti che raccontiamo.
I 214 ufficiali presenti in quel campo, ancora si rifiutarono, poiché contrario alla convenzione di Ginevra, di eseguire l'ordine di lavorare per il nemico che, non riuscendo in alcun modo a piegare la loro determinazione, li sottopose per alcuni giorni ad ogni sorta di angherie e privazioni.
La richiesta fu allora ripetuta nuovamente da un alto ufficiale della Gestapo, giunto appositamente per intimidire, con la sua presenza, i prigionieri. Non riuscendo però a far crollare la ferrea volontà e l’ostinata resistenza dei militari italiani, il 24 febbraio furono scelti a caso 21 ufficiali da fucilare per rappresaglia. Con immediatezza altri 44, e fra questi l’ allora S.Ten. GALLINARI, con grande coraggio e sprezzo della vita, volontariamente chiesero di sostituirsi ai 21 già scelti, sconcertando con tale atteggiamento i tedeschi che decisero allora di punire gli Ufficiali dissidenti inviandoli nel campo di punizione di Unterlüss. Lì trasportati furono privati a forza delle stellette e dei gradi e, senza nessun processo nè sentenza, sottoposti, in modo del tutto arbitrario, dai loro aguzzini alle più umilianti torture, fisiche e psicologiche, che causarono la morte di sei di loro. Il 12 aprile 1945, dopo 44 giorni di prigionia, i superstiti riuscirono a fuggire e a tornare in patria da uomini liberi.
L’episodio è stato ricordato nel corso della cerimonia dalle autorità sia militari, nella veste del Com.te Mil. Esercito “VENETO“ Generale Div. Enrico Pino, che civili, nella veste del sindaco di Padova Flavio Zanonato, manifestando il loro plauso e consenso al Ten. Col. Gallinari, che è stato insignito della medaglia Città di Padova.
Al termine della cerimonia molte le personalità che si sono congratulate con l’ anziano ufficiale, ma ancora di più i semplici cittadini e militari che hanno manifestato la loro solidarietà e simpatia al nostro socio, visibilmente commosso per il tributo riservatogli.
